Tre consigli utili per lavorare in Inghilterra

Decidere di lavorare all’estero è una scelta su cui occorre riflettere, poiché si tratta di cambiare non solo città, ma anche abitudini, lingua e costumi. Nonostante le tante esperienze positive di partenze improvvise, è bene comunque prepararsi con un certo anticipo e programmare al meglio le situazioni ipotizzabili.

Partire dunque con le carte in regola e una traduzione in inglese di tutto quanto possa servire può essere un primo passo: infatti, una traduzione professionale del CV, al massimo di due pagine, in cui sono specificate le capacità e le competenze acquisite, con uno spazio in cui mettere in risalto le esperienze professionali anche minime, potrebbe fare la differenza per una prima selezione.

Ma spesso solo il CV in lingua non basta; allora sarebbe opportuno avere con sé anche la traduzione asseverata dei titoli di studio: in qualsiasi bando o concorso, fatto da aziende o da enti, sono richiesti, anche se non sempre nella fase iniziale. Inoltre i titoli potrebbero essere un ottimo spunto in sede di colloquio, per poter iniziare a parlare di qualcosa che si conosce sicuramente bene e che incuriosisce l’interlocutore.

Non da ultimo, possedere delle buone competenze linguistiche: è vero che si può andare in Inghilterra per imparare la lingua, ma se si è determinati a trovare un lavoro di tipo duraturo, un aiuto grande è dato sicuramente dalla conoscenza preliminare dell’inglese, sia perché permette di superare almeno le difficoltà iniziali dovute al trasferimento, districandosi nelle situazioni quotidiane, sia perché consente di affrontare fin da subito i colloqui in lingua.

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