Disabilità e lavoro

Se si è disabili, trovare lavoro non è affatto facile; sono infatti molte le problematiche da dover affrontare e superare, nonostante o forse anche per colpa, della selva di leggi e normative nazionali, regionali e comunitarie, atte a regolamentare il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore diversamente abile.

Ad oggi, i disabili hanno a disposizione uno strumento molto utile denominato ‘collocamento mirato’. Attraverso di esso, il personale specializzato dei Centri per l’Impiego della Penisola, è in grado di accompagnare il lavoratore diversamente abile verso tutte le fasi della ricerca di lavoro e del suo insediamento presso di esso; si tratta di una serie di strumentazioni atte a valutare la giusta compatibilità tra tipo di disabilità e gli ambienti, le forme di sostegno e i dispositivi del luogo di lavoro.

I lavoratori disabili rientrano all’interno delle cosiddette ‘categorie protette’, per cui l’assunzione, da parte dei datori di lavoro della Comunità Europea è obbligatoria. Un altro aspetto che il lavoratore diversamente abile deve considerare, prima di decidere di mettersi alla ricerca di un lavoro, è il trattamento di retribuzione e contribuzione. A un lavoratore disabile sono infatti concessi tre giorni di permesso mensili e due ore di permessi al giorno retribuiti, se lavora full-time o secondo la modalità del part-time lungo che consta di 6 ore di lavoro al giorno; il part-time classico invece, da 4-5 ore, consente una sola ora di permesso al giorno. Il prolungamento del congedo parentale, che normalmente viene garantito in rapporto all’anzianità di servizio, è concesso tramite il pagamento del 30% della retribuzione; in questo periodo non si maturano né ferie né mensilità né altri indennizzi di qualsiasi natura.

La legge 76 del 2013, impone che i datori di lavoro mettano in pratica tutti gli accorgimenti e aggiustamenti necessari, atti a rendere il proprio luogo di lavoro un ambiente ospitale e facilmente accessibile, anche ai lavoratori disabili. Il Governo fornisce inoltre una serie di contributi finanziari, volti a rimborsare i datori di lavoro delle spese sostenute, ma anche per far sì che possano adempiere all’obbligo di assunzione, valido anche per i disabili di guerra e i disabili psichici.

Anche i lavoratori e le lavoratrici diversamente abili possono partecipare ai concorsi per l’assunzione nel settore pubblico; le modalità di svolgimento delle prove d’esame devono però avvenire sotto circostante speciali. Non è più obbligatorio il certificato di sana e robusta costituzione, mentre rimane invece un diritto partecipare ai concorsi, quand’anche si fosse ancora occupati.

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