Lavorare per obiettivi

Lavorare per obiettivi significa dare a se stessi la possibilità di organizzarsi secondo una serie di regole ordinate, prestabilite, utili e lungimiranti. L’idea non sta solo alla base della pianificazione della semplice giornata di lavoro, ma anche e più in generale a quella che è la propria carriera, e dunque il fine ultimo che si vuole ottenere dal proprio mestiere o impresa di business.

La definizione ‘lavoro per obiettivi’ può essere applicata sia ad un lavoratore che ad un team di collaboratori, ma anche imposta da un capo ai suoi dipendenti. Ciò che conta dunque, prima di iniziare una nuova collaborazione, un compito o un progetto, oppure prima di avviare un’attività, è avere bene in mente dove si vuole arrivare e a questo scopo, costruire tutte le successive azioni. In questa pianificazione sono incluse anche le energie che si crede si debba spendere su un determinato lavoro o incontro, ma anche gli aspetti legati alla misurazione delle performance e della costruzione di una strategia motivazionale, specialmente se si è a capo di un’azienda o di una partnership.

Per favorire il monitoraggio continuo, è importante stabilire anche obiettivi di breve e medio termine: questi permettono infatti di dare uno scopo più prossimo agli eventi, tenendo alta l’energia. Ciò che conta è che siano inerenti al fine ultimo e che siano realistici, ovvero compatibili non solo al tempo e alle risorse che si hanno a disposizione, ma anche alle proprie capacità individuali. Una volta fatto questo, si può passare alla definizione pratico-tecnica delle pianificazioni, seguendo anche una gerarchia che riordini gli obiettivi secondo una classifica di priorità.

Un aiuto potrebbe arrivare dalla ricerca di un confronto con un collega o con se stessi: mettere nero su bianco il perché delle proprie scelte di vita, consente di vedere le cose più chiaramente. Inoltre i goal non realistici possono generare un avvilimento, che si riflette negativamente sulle performance; scrivere permette di darsi un piano d’azione, ragionevole e definitivo, che sia capace di allontanare i momenti di smarrimento e stanchezza.

Ottenuto il risultato stabilito, è necessario non fermarsi; questo è infatti il momento della correzione, quello volto cioè a valutare se siano stati fatti degli errori: quanti, quali e soprattutto perché. Solo analizzando la situazione si può ripartire con il piede giusto, ovvero con una visuale obiettiva e accurata di quelle che sono le strategie o operazioni da attivare per migliorarsi, sia personalmente che tecnicamente.

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