Laurea in Giurisprudenza: possibilità lavorative

In Italia, i ragazzi e le ragazze con laurea in Giurisprudenza sono tantissimi, e di anno in anno, crescono ulteriormente di numero. Gli avvocati iscritti all’Albo, nel 2016, erano 200mila, dunque quali sono le possibilità per i giovani?

I giovani con la laurea in Giurisprudenza che non vogliano effettuare l’esame per l’abilitazione alla professione, possono lavorare nel settore privato, da quello bancario ad assicurativo, ove una consulenza legale è sempre richiesta.

È possibile anche lavorare in aree specifiche quali risorse umane, marketing e commerciale, il tutto previa formazione post-laurea. Chi invece decida di lavorare nel settore pubblico anche solo come insegnante, dovrà superare dei concorsi specifici.

Per diventare avvocato, ad esempio, dopo aver svolto due anni di praticantato in uno studio legale, il neolaureato dovrà proseguire la sua formazione in una Scuola di Specializzazione, per poi sostenere l’Esame di Stato.

Il decreto legislativo n°28 del 2010 ha portato in auge la figura del conciliatore, colui il quale guida il cliente verso una risoluzione più pacifica e rapida delle controversie. Per diventare conciliatore, è necessario seguire un corso di 50 ore. Tuttavia, il ricorso alla conciliazione non è più obbligatorio.

Per divenire notaio, dopo la laurea in Giurisprudenza, è necessario svolgere un periodo di tirocinio lungo almeno 18 mesi più 1 anno continuativo. Per essere ammessi, è necessario presentare domanda al Consiglio Notarile, a cui allegare la dichiarazione del notaio che diverrà il proprio datore di lavoro e ricevuta di pagamento di una tassa.

Dopodiché bisognerà accedere al concorso per l’Albo. Annuale, bandito dal Ministero di Giustizia, è costituito da due prove e si tiene a Roma. Non è possibile ripeterlo più di tre volte, inoltre potranno parteciparvi solo coloro che terminano il praticantato entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando.

In alternativa, è possibile rivolgere il proprio interesse verso la figura dell’uditore giudiziario, che richiede lo studio di materie specifiche, e dunque la necessità di partecipare a corsi di preparazione ad hoc.

Mentre chiunque voglia abbracciare la professione di magistrato, deve sottoporsi ai concorsi pubblici appositi. Vi può accedere solo chi ha conseguito la laurea in Giurisprudenza dopo almeno 4 anni di studi, più un dottorato o la specializzazione in materie giuridiche dopo almeno 2 anni.

Per trovare lavoro, ci si può rivolgere alle associazioni di imprese, ai centri per l’orientamento, agli sportelli comunali e provinciali per l’impiego, ma anche alle agenzie di lavoro interinale, ai siti internet di enti e aziende private e alle banche dati online.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *