Lavoro all’estero

L’idea di andare a lavorare all’estero anima da sempre i sogni di intere generazioni di italiani.

E’ stato così in passato e siamo certi che accadrà lo stesso in futuro. In questo particolare periodo di crisi finanziaria ( oltre che sociale) del nostro paese, poi, il fenomeno dell’emigrazione di giovani e persone desiderose di cambiar vita, ha acquisito nuova linfa vitale. Variegati i motivi che spingono alla partenza. Se da una parte l’individuo che decide di compiere il grande passo è spesso animato dal desiderio di cambiare lavoro e in molti casi vita, d’altro canto, il desiderio di conoscere nuove realtà e confrontarsi con nuove culture, è alla base di ogni decisione.

Molteplici sono le mete prescelte, ma fra le tante resta intatto il mito dell‘Inghilterra, che da sempre detiene il primato dei sogni di tanti, italiani e non. Seguono a ruota le altre capitali europee: la Svizzera, la Francia e anche la Spagna tiene il passo, nonostante l’alto tasso di disoccupazione registrato negli ultimi anni. Oltre i confini europei sono gli Stati Uniti a risultare la meta più ambita, e anche il continente australiano, con il suo fascino del mistero, ha acquisito decisamente punti. Ma in questi due casi specifici la faccenda può risultare un po’ più gravosa dal momento che tutta una serie di incombenze burocratiche, quali ad esempio il disporre di un permesso di lavoro, possono contribuire a rendere il sogno un po’ più lontano.

Varie le strade percorribili, soprattutto per i giovani. Innumerevoli possibilità di stages all’estero, di programmi e progetti che forniscono la possibilità ai giovani di lavorare all’estero tramite una borsa di studio, e di godere, in taluni casi di vitto e alloggio pagato. Tra queste opzioni spuntano i cosiddetti campi di lavoro, progetti della durata di poche settimane dove è fornita al partecipante la possibilità di lavorare dalle 4 alle 6 ore al giorno in ambito sociale o culturale e di ricevere un piccolo compenso oppure vitto e alloggio.

Per le ragazze una valida alternativa, piuttosto diffusa, è rivestita dalla possibilità di lavorare come “au pair”, ossia ragazza alla pari all’interno della famiglia ospitante. Tra le principali mansioni di cui la risorsa dovrà occuparsi, vi è di sicuro la cura dei bambini.

La maggior parte di questi progetti prevede anche la frequentazione di un corso di lingue, spesso offerto dall’organizzazione, per mezzo del quale la risorsa può acquisire e migliorare, in alcuni casi, le proprie competenze linguistiche.

Oltre ai progetti su elencati, siti dedicati alla tematica del lavoro all’estero mostrano tutte le offerte di lavoro aperte in tal senso. Tra le figure lavorative maggiormente ricercate spiccano le figure di camerieri, lavapiatti, aiuto-cuochi, di sicuro un valido inizio per chi non possiede ancora un’ottima padronanza della lingua. In alcuni casi ci si può anche rivolgere ad agenzie attivate proprio al fine di fornire consigli ed assistenza a tutti coloro i quali sognano di andare a lavorare all’estero.
Molteplici sono dunque le strade percorribili in tal senso, tutte in grado, in modi differenti, di regalarvi un’esperienza di crescita assoluta.

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