dormire

Il primo segreto della salute: il sonno

La salute è quello stato nel quale il benessere soggettivo corrisponde al benessere oggettivo.

Il primo dei due stati è una sensazione di forza, energia, resistenza e sicurezza, mentre nel secondo caso si tratta di un corretto funzionamento del sistema endocrino, di quello nervoso e di quello immunitario, ovvero i sistemi che regolano le funzioni organiche del nostro corpo. I due stati di salute, quello soggettivo e quello oggettivo, spesso si mescolano determinando un risultato che varia in base alla persona.

Vi sono, per esempio, alcune persone che soffrono di malattie anche gravi ma che, al contrario di persone sane, sono molto attive e si sentono forti e piene di vita. Altre persone, invece, pur essendo in salute percepiscono una costante stanchezza e spossatezza fisica che le debilita nelle più semplici azioni quotidiane. La fatica è un fattore sia soggettivo che oggettivo e ognuno di noi conosce il livello oltre al quale “non ce la fa più”, ovvero la massima fatica che può sopportare. Questi stati di sopportazione, ovviamente, si possono modificare grazie a un allenamento adeguato. Un esempio in questo senso viene dal mondo dello sport, dove la performance dell’atleta migliora con l’allenamento e il suo livello massimo di fatica si alza di volta in volta.

È importante essere in grado di valutare con oggettività il proprio stato di salute per non finire nella categoria dei “malati immaginari” che, spaventati da tutto ciò che il mondo esterno rappresenta, si chiudono in dei divieti creati da loro stessi che impediscono loro di vivere appieno la vita. Parliamo ora della salute del manager: diversi studi condotti sullo stile di vita manageriale hanno portato a riflettere sul fatto che una vita di questo tipo, piena di stress, di spostamenti continui e rapidi, caratterizzata da una dieta spesso non equilibrata, può portare a cattive condizioni di salute. Lo stress, più di ogni altra cosa, può rivelarsi seriamente dannoso in una vita dove le pause sono brevissime e, talvolta, del tutto bandite. Spesso negli uffici aziendali per riposare gli occhi e la mente e sgranchire il fisico si smette di lavorare e si va in “pausa caffè”.

A lungo andare questa usanza incide sulla salute, perché la caffeina, se assunta in dosi esagerate, è dannosa e causa insonnia, problemi cardiovascolari, mal di testa e indigestione. Quello che dovrebbe essere un momento di serenità e relax si trasforma, quindi, in un’ulteriore scacco alla salute. Allo stesso modo le pause dedicate ai pasti spesso sono affrontate dai manager nel modo sbagliato. Si approfitta, ad esempio, del pranzo per organizzare un incontro di lavoro con la conseguenza che il livello di stress non cala mai e il pasto consumato è, di solito, pesante e ipercalorico. La pausa è una pausa e dunque bisognerebbe evitare di lavorare, almeno per un’ora a metà giornata. Il pasto, poi, dovrebbe essere leggero e accompagnato da spuntini distribuiti durante la giornata, di modo che la fame sia sempre appagata e il cervello sempre in funzione e mai senza zuccheri oppure confuso per il troppo cibo. Un’attività lavorativa stressante come quella del manager dovrebbe accompagnarsi a un’attività fisica che permetta di sfogare questo stress e di raggiungere uno stato di serenità che ci permetta di superare la fatica giorno per giorno grazie a un fisico allenato e resistente.

Ultimo fattore, ma non meno importante, nel percorso verso uno stato di totale salute è il sonno. Nel sonno l’organismo recupera le energie spese durante la giornata e si rinnova. Come ogni altra attività il sonno può essere allenato ed educato. Si dice che uno dei peggiori disturbi a cui una persona può andare incontro sia l’insonnia, ovvero quella costante impossibilità di addormentarsi e di lasciare tempo all’organismo di ritrovare serenità ed equilibrio. Il manager, a causa del tipo di attività che svolge, rischia di andare incontro a questo disturbo. Infatti una vita stressante nella quale le pause sono poche e gli spostamenti rapidi e continui rischia di influenzare il fisico a tal punto da rendere molto difficile, o impossibile, rilassarsi anche quando l’attività lavorativa della giornata si è conclusa. Per ovviare a questi problemi è utile seguire i consigli degli esperti. Innanzitutto è importante conoscere di quante ore di sonno il nostro corpo ha bisogno per sentirsi rigenerato. Questo fattore è molto soggettivo e varia tra le cinque e le sette ore di sonno ogni notte a seconda, tra gli altri fattori, dell’età anagrafica e del lavoro propri di una persona. È importante, poi, che vi sia una regolarità periodica nel sonno, nel senso che, se durante la settimana abbiamo dormito poco, durante il fine settimana dovremo recuperare le ore di sonno perdute.

Il terzo consiglio riguarda la fase di rilassamento che precede il sonno, ma che può essere una condizione utile da raggiungere anche in diversi momenti della giornata. Imparare le tecniche del rilassamento, come il training-autogeno e la respirazione addominale, è utile per creare una pausa di autentico relax quando ne sentiamo il bisogno. Imparare a rilassarsi e a trovare la calma aiuta anche a prendere sonno quando sentiamo che è il momento di riposare, ma il fisico sembra ancora pieno di energie. È fondamentale conoscere il nostro corpo per aiutare noi stessi a rigenerarci attraverso una salutare dormita. Solo una persona capace di riposare e di rilassarsi può affrontare in modo sereno e con la mente lucida le difficoltà di una vita stressante e attiva come quella del manager.

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