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Diverse tipologie di organizzazione: divisione per funzione

Dopo aver chiarito cosa s’intende quando si parla di organi, di funzioni, di unità organizzative e di rapporti, esaminiamo le diverse tipologie d’organizzazione esistenti, analizzando l’applicazione reale del principio di divisione del lavoro.

Esistono diversi criteri che possono essere applicati per suddividere il lavoro all’interno di un’organizzazione. E’ opportuno precisare che la suddivisione avviene a tutti i livelli, dalla direzione generale al livello di servizio e ufficio, arrivando infine al livello più basso degli esecutori. Il tipo di esigenza di un’organizzazione in un momento preciso determina la scelta di una determinata forma d’organizzazione piuttosto che un’altra: non è quindi una scelta casuale. Generalmente parlando, la divisione di primo ordine, vale a dire quella che avviene al livello della direzione generale, è una divisione su base funzionale. Se siamo però in presenza di grandi organizzazioni, il tipo di prodotto o il territorio rappresentano il primo criterio di divisione. Una strutturazione basata su un solo criterio è difficile da incontrare in una realtà aziendale; in effetti, si ha una struttura basata su una combinazione di più schemi strutturali applicata ai vari livelli.

Passiamo ora ad analizzare singolarmente i diversi criteri di suddivisione del lavoro che possono essere applicati all’interno di un’organizzazione, e cominciamo con la divisione per funzione. Quest’ultima è tra tutti i tipi di divisione strutturale esistenti quella più diffusa e più comune. Le attività aziendali sono raggruppate tra le varie unità organizzative tenendo conto della funzione che ognuna di queste unità svolge. I vari compiti vengono raggruppati omogeneamente per funzione (a es. produzione, vendita, personale, ecc.) e per sottofunzione (ad es. per quanto riguarda il personale le sottofunzioni sono: reclutamento e selezione, addestramento, stipendi, salari, ecc.). In seguito vengono riuniti in posizioni e in unità sempre omogenee, per far sì che ogni organo svolga le attività collegate a una funzione particolare. Per fare un esempio concreto consideriamo il direttore commerciale e il direttore di produzione: il primo sovrintende a ciò che si riferisce alla vendita di tutti i prodotti dell’azienda, il secondo sovrintende alla fabbricazione di tutti i prodotti, e così via. Nelle organizzazioni di dimensioni medie e piccole, questo tipo di struttura la troviamo nella sua forma pura, mentre in quelle più grandi la possiamo trovare in combinazione con altre forme di struttura come quelle per prodotto, per zone, per processo.

E’ un tipo di struttura che ricorre comunque in ogni organizzazione. La specializzazione, tipica di questo tipo di divisione, fa in modo che il coordinamento e l’esecuzione delle funzioni e dei singoli compiti siano più agevoli, e ciò può essere considerato il vantaggio della divisione per funzione. Ma esiste anche uno svantaggio: quest’ultimo è che le unità organizzative, sia principali sia subalterne, coincidono con le singole funzioni. Le conseguenze che questo svantaggio porta sono una mentalità settoriale, il sorgere di rivalità tra settori e, infine, diventa difficile coordinare i grandi gruppi di funzioni.

Presto parleremo di altri due criteri di divisione del lavoro, la divisione per prodotto o servizio, e la divisione per processo.

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