meccanismi-organizzativi

Meccanismi Organizzativi

Dopo aver esaminato i diversi criteri di suddivisione del lavoro che danno luogo ad altrettanti tipi differenti di struttura organizzativa, affrontiamo ora l’argomento dei meccanismi organizzativi, indispensabili per far funzionare al meglio una struttura organizzativa.

Per cominciare ad analizzare l’argomento, è importante mettere in evidenza il fatto che nulla può essere lasciato al caso in una struttura organizzativa se vogliamo che essa sia uno strumento efficace che risponde realmente alle esigenze e agli obiettivi che un’organizzazione ha e si pone. Le decisioni che la riguardano non possono essere prese indipendentemente l’una dall’altra, o secondo le preferenze o delle inclinazioni personali di ogni dirigente. In questo modo, infatti, alcune funzioni si svilupperebbero più delle altre e ogni singola unità darebbe importanza solo ai propri problemi trascurando quello che accade nel resto della struttura. Si avrebbero così dei compartimenti stagni e ognuno di essi porterebbe avanti, in questo modo, una politica autonoma.

Applicando, invece, dei programmi precisi anche nel campo della struttura organizzativa, è possibile fare delle scelte avendo sempre davanti a sé una visione generale degli obiettivi, delle prospettive e delle attività dell’azienda. E’ importante, quindi, che la struttura organizzativa venga programmata, studiando in anticipo le soluzioni strutturali che, nella situazione particolare in cui l’azienda si trova, risultano più adatte a rispondere alle esigenze sia attuali sia future dell’organizzazione. In questo caso, il primo passo da fare nella programmazione della struttura è fissare l’obiettivo generale dell’organizzazione, per poi passare, sempre tenendo conto di quello generale, al secondo punto, che consiste nel fissare gli obiettivi parziali, individuali e di settore che aiutano a realizzare l’obiettivo generale. L’organizzazione che in questo modo si viene a creare è un’organizzazione viva, dinamica e non statica e immobile, perché la struttura viene plasmata sulle esigenze reali e concrete dell’azienda, nonostante il fatto che a prima vista gli schemi strutturali comunichino una certa staticità e un certo immobilismo. Vi sono diversi fattori che determinando un cambiamento delle strutture esistenti, rappresentano una conferma del fatto che la struttura è, in realtà, in continuo movimento. Tali fattori sono, rispettivamente, l’espansione e la contrazione del volume delle vendite, il continuo avvicendarsi del personale, l’introduzione di nuovi processi e di nuovi metodi di lavorazione, l’ingrandimento, la costruzione e la chiusura di impianti, l’aumento dei costi.

L’esistenza di rapporti molto forti di interdipendenza tra la struttura, gli elementi che la costituiscono e le interrelazioni reciproche che esistono tra questi ultimi, è ciò che rende dinamica la natura della struttura stessa. Una prova di questo fatto, facilmente osservabile in un’azienda, è che se si verifica un cambiamento anche in una sola unità lavorativa o in una singola procedura, ne può essere influenzata in modo imprevisto la struttura in generale.

A breve passeremo a un esame generale delle principali variabili organizzative e cioè la struttura organizzativa di base, i vari meccanismi operativi, potere organizzativo e processi sociali, e approfondiremo la prima di queste variabili, la struttura organizzativa di base che, all’interno di un sistema organizzativo viene a rappresentare la sua ossatura concettuale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *